LOS ENEMIGOS DEL NUDISMO

       En muchas páginas web y en muchos blogs dedicados al nudismo, como también en bastantes comentarios publicados en esos lugares, se habla, a veces poco respetuosamente, de la Iglesia Católica como una institución que se opone al naturismo.        
       Me parece conveniente, antes de seguir adelante, matizar un poco esta idea para evitar malos entendidos.          
     Como he intentado poner de manifiesto reiteradamente en este sitio, y de modo muy especial en sus siete primeras entradas, no existe un pronunciamiento oficial del Magisterio de la Iglesia a propósito del nudismo. Lo que sí ha habido, es completamente cierto, a lo largo del tiempo son opiniones contrarias de muchos eclesiásticos y muchos fieles laicos; opiniones, creo yo, a menudo basadas en un desconocimiento de la realidad de esa "filosofía", que no es otra cosa que "una forma de vivir en armonía con la naturaleza, caracterizada por la práctica de la desnudez en común, con el objeto de favorecer el respeto por uno mismo, por los otros y por el medio ambiente". Completamente cierto: gente católica con muy buenas intenciones considera pecaminoso el naturismo, curas de algunas parroquias costeras han criticado y a veces hasta perseguido físicamente a los desnudistas de su zona... tomándonos por lo que no somos. Sería muy bueno que los nudistas, y sobre todo los nudistas católicos, nos propusiéramos como una meta hacer ver a esos opositores que para nosotros la desnudez no está asociada a la lujuria y es perfectamente compatible con el pudor. Un ejemplo de cómo se puede proceder lo tenemos en la carta que hace ya algunos años dirigió el presidente de la asociación Sicilia Naturista, Marcello Festeggiante, al párroco de Eraclea, don Giuseppe Miliziano, que había protestado ante la presencia de naturistas en una playa de su localidad. Por su contenido y su tono me parece interesante recogerla aquí debajo (en el texto italiano original)[1].


     No debiéramos ignorar, por otra parte, el hecho innegable de que dentro del clero católico se han dado también opiniones no sólo no contrarias, sino incluso muy favorables al naturismo, como asimismo ha quedado patente en las siete primeras entradas de este blog. No todos los sacerdotes tienen las mismas ideas acerca del desnudismo que el buen don Miliziano.
       En las iglesias protestantes también se puede encontrar -y muy explicablemente, ya que, como apunté en la entrada del 7-06-2019, el "libre examen" favorece la diversidad de opiniones- algunas rotundamente negativas.
        En el caso del Islam no hace falta detenerse mucho, porque su posición puede decirse que salta a la vista. De quienes exigen que la mujer lleve el cabello cubierto (y en ciertos casos prácticamente todo el cuerpo) no cabe esperar que toleren la desnudez total.
      Hay también enemigos del nudismo cuyas motivaciones no son religiosas: gente que se rige por la moral burguesa y, siempre más defensora de la "decencia" que de la moralidad, se horroriza ante la sola idea de que alguien se desnude en público, aunque sea en la actitud más inocente. Lo que no les impide admitir como "normales" cosas que sí son objetivamente graves, como por ejemplo el asesinato de los niños en el vientre de sus madres, la infidelidad matrimonial, el fraude fiscal o la corrupción política.

         
         Y hay, finalmente, otros enemigos, que son las personas que degradan y desacreditan el nudismo al utilizarlo con fines sexuales. En los centros naturistas "cerrados" suele haber un código de conducta que, sensatamente, veta toda clase de expresiones de carácter sexual, pero en los espacios abiertos no existe ese freno, y no es infrecuente, por desgracia, comprobar que algunos desaprensivos van a las playas nudistas buscando cómplices para actividades sexuales, que en ocasiones realizan en las cercanías y de forma más o menos descarada. El caso de Cap d'Agde es un ejemplo extremo y muy lamentable de esa perversión del nudismo (y de la sexualidad), rechazable aun desde el punto de vista del puro sentido común. Este tipo de conductas vienen a dar la razón a los opositores de los otros grupos, confirmándoles en su oposición al naturismo, y apartan o incomodan a los nudistas "razonables". Quienes acuden a las playas nudistas buscando encuentros sexuales son en realidad los peores enemigos del nudismo.




[1]             Gentile direttore,
                                    ci troviamo in dovere d'inviare alcune precisazioni, con la preghiera di pubblicarle, in merito all'articolo, da voi diffuso, circa "Spiaggia nudista a Eraclea Minoa, Don Miliziano protesta" a firma di Calogero Giuffrida.
         Innanzitutto ci presentiamo: siamo Marcello Festeggiante presidente di Sicilia Naturista (unica associazione naturista siciliana ufficiale, partner ANITA (Associazione Naturista Italiana) e riconosciuta dall'INF, International Naturist Federation) e la propria moglie.
           Da più di 10 anni ci battiamo per una diffusione della cultura naturista in Sicilia e per una divulgazione della filosofia che sta alla base di essa.
           Ci corre l'obbligo, pertanto, di chiarire che incontrare al mare una persona nuda non significa, sic et simpliciter, considerare tale persona come svergognata, di dubbia morale o di costumi sessuali discutibili.    
            Il naturista, ovvero il socio tipo della nostra associazione, è prima di tutto una persona che ha fatto del rispetto il valore più alto: rispetto verso la natura, verso i suoi simili e verso se stesso. Il naturista non collega al nudo NESSUNA forma di comunicazione sessuale. Il naturista riconosce nella famiglia il mattone fondamentale della società e, pertanto, il nudo integrale viene visto come altamente educativo e orientato alla crescita umana, caratteriale, sociale, culturale dell'uomo ed in particolare dei piccoli uomini.
           Diverso invece il "nudista" ovvero, letteralmente, “colui che sta nudo”. Come, perché, quando e dove si sta nudi è argomento troppo vasto. Diremo che si può stare nudi per vari scopi: semplicemente a prendere il sole (nudista semplice, gay o etero poco importa) oppure per scopi attinenti alla sfera della sessualità (nudista in cruising, nudista esibizionista, nudista dedito allo scambio di coppia, nudista voyeur, ecc. ecc.) Le ultime forme citate (percorribili anche in costume, sic!), solo superficialmente simili al nudo naturista, minano profondamente la nostra immagine e gettano discredito sulla nostra cultura.
           Noi prendiamo fortemente le distanze da ogni forma di nudismo che abbia fini diversi da quello educativo, naturale, familiare, sociale e socievole. Prendiamo le distanze dall'uso strumentalistico del corpo umano, compreso l'uso che ne viene fatto in pubblicità, sui giornali, in televisione (troppo spesso inclini ad esibire corpi edonisticamente rivolti ad aumentare fatturati). Prendiamo le distanze, ancora più decisamente, da quelle forme di nudo pubblico che sono orientate a un altro modo, magari "dis-ordinato" o "dis-organizzato", di vivere la propria sessualità.
           Il nostro movimento riprende, piuttosto, le idee greche, latine e mitteleuropee di una fusione di corpo e anima. La nudità ellenistica, immortalata in miriadi di ceramiche, la nudità degli atleti durante le antiche olimpiadi, la nudità termale e sociale romana, la cultura della "mens" e del "corpore" come unità inscindibile, sono solo alcuni dei numerosi esempi storici che è possibile portare.
            La nostra filosofia è fortemente orientata anche sotto l'aspetto religioso spirituale e non va in contrasto, nel modo più categorico, con i dettami più importanti delle grandi religioni monoteiste, prima fra tutte la religione cattolica. Il richiamo, sin troppo ovvio, alla nudità-umiltà francescana è d'obbligo e come tale deve essere interpretata anche la nudità naturista. In molti campi naturisti europei, la chiesa, cristiana se non cattolica, è il centro della vita pubblica e spirituale. Nulla di più vero, quindi, di chi considera il corpo come tempio dell'anima e, come tale, scevro da ogni connotazione sessuale. La genitalità, intesa come mera esposizione degli apparati genitali, anche a fini seduttivi, è lontana dall'idea naturista almeno quanto lo è da quella cattolica.
          Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, del prossimo e dell'ambiente. Il naturismo è alimentazione naturale, medicina naturale, attività fisica, ecc. e difende la salute fisica, mentale e sociale.
          Quanto sopra riportato è la vera definizione del naturismo e non è certamente in contrasto con la religione cattolica perché propone e si batte per divulgare gli stessi valori umani. Nel movimento naturista internazionale i cattolici praticanti sono numerosissimi ed all'interno di alcuni centri naturisti viene officiata la Santa Messa domenicale. Tra le file dei naturisti si annoverano anche teologi, cappellani, frati, ed altri esponenti del clero cattolico.
          Per quanto riguarda il “problema” della spiaggia di Eraclea Minoa, ebbene questo è un falso problema. Tutte le ultime sentenze della Corte di Cassazione, difatti, hanno sancito che “non può considerarsi indecente la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, o in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata” (n. 3557). La spiaggia della foce del Platani, come altre spiagge del comprensorio (Torre Salsa, Bovo Marina etc.) e altre spiagge siciliane (Capo Feto, Barcarello, etc), soddisfano pienamente quanto definito dalle sentenze e fanno da contraltare a quanto già stabilito dalla regione Emilia Romagna e dalla regione Lazio. La presenza di naturisti sulla spiaggia della foce del Platani è quindi, secondo noi e secondo il legislatore, perfettamente lecita.
         Diverso il caso prospettato da don Giuseppe Miliziano che, giustamente, afferma che coloro che commettono atti contrari alla pubblica decenza (e ribadiamo che tale non è lo stare nudi) devono essere allontanati poiché commettono atti illeciti secondo la giurisprudenza, secondo la morale comune e secondo il “comune senso del pudore”. Siamo perfettamente d'accordo con le parole di don Miliziano e ci auguriamo che la spiaggia del Platani possa essere controllata dalle forze dell'ordine che ci aiuteranno a far rispettare un decoro che pure noi auspichiamo. Anche noi andiamo al mare, al Platani, con i nostri bambini, le nostre mogli, compagne, fidanzate, sorelle, con i nostri genitori e quel che meno desideriamo è di trovarci in situazioni imbarazzanti se non spiacevoli.
          Ci siamo sempre battuti per una pulizia delle spiagge da noi frequentate; una pulizia pratica (in collaborazione con Legambiente e/o WWF abbiamo ripulito interi tratti di litorale in occasione di “Puliamo il mondo”) ed una pulizia, se mi si passa il termine, spirituale.
         Abbiamo sempre allontanato coloro i quali cercavano “altro” nell'associazione o sulle spiagge e ci siamo sempre battuti per divulgare il corretto messaggio naturista.
         Caro don Miliziano, nessun astio quindi, tra di noi, ma una stretta di mano a sancire una nuova, magari insperata, collaborazione.
           Cordiali Saluti
           Marcello Festeggiante
           Presidente di Sicilia Naturista

 

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